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ISTANZA DELL’API AL GOVERNO: SOPPRIMERE IL PAGAMENTO DEL SISTRI PER L’ANNO 2012

In relazione all’imminente scadenza del termine previsto dall’art. 7 comma 3 del D.M. 219/11, fissato al 30 aprile 2012, per il versamento del contributo Sistri per l’anno 2012, l’Associazione delle Piccole e Medie Industrie delle Province di Novara, del Verbano-Cusio-Ossola, di Vercelli e della Valsesia, a seguito dell’indagine condotta su un campione di circa 2000 aziende del territorio relativa all’incidenza dei costi annuali sostenuti dalle imprese per aderire al Sistema di Tracciabilità dei rifiuti SISTRI, che dal 2010 non è mai entrato a regime, ha chiesto al Presidente del Consiglio Mario Monti, al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini e al Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, la sospensione del pagamento del contributo SISTRI per l’anno 2012 (Lettera inviata mercoledì 11 aprile u.s.).

L’API ritiene ingiusto che le problematiche relative al funzionamento e all’entrata a regime del sistema di tracciabilità debbano gravare sul sistema produttivo e sulle imprese del settore, senza che niente e nessuno possa trarne giovamento: gli obiettivi di politica ambientali che insistono sulla tracciabilità dei rifiuti e le imprese interessate coinvolte in questo radicale cambiamento gestionale, operativo e organizzativo in tema di gestione dei rifiuti.

Il 13 marzo u.s. le principali Confederazioni a livello nazionale, tra cui la Confapi, hanno avanzato, in una lettera indirizzata al Ministero dell’Ambiente, la richiesta di soppressione del contributo Sistri per l'anno 2012. Il 4 e 5 aprile u.s., analogamente, la Conferenza delle Regioni e la Conferenza Unificata hanno inviato analoga richiesta al Ministero.
Ad oggi, visti i mancati risultati, l’API ha voluto dare piena voce alle PMI del territorio dimostrandosi proattiva per la soluzione dei problemi che affliggono costantemente le Piccole e Medie Industrie. Altre Associazioni territoriali che rappresentano le PMI, dalla Lombardia al Veneto, si sono mosse in tal senso, perché le istanze e la voce delle imprese giungano direttamente negli uffici del Governo e non solo veicolate dagli uffici delle Confederazioni nazionali.
L’API, punto di riferimento per le piccole e medie industrie di tre province strategiche del Piemonte, ha pertanto raccolto le preoccupazioni e il malcontento delle imprese per un sistema la cui operatività ha dovuto essere ripetutamente rinviata, negli ultimi due anni, a causa delle inefficienze riscontrate e segnalate, in più occasioni, nelle sedi opportune.

Per dare misura e valore, oltre che comprendere il significato, l’importanza e la “giustezza” di un malcontento industriale nei confronti di una vessazione, considerata ingiustificata, a maggior ragione in momenti di difficoltà come quelli attuali, al di là del noto ammontare di settanta milioni di euro corrispondenti ai versamenti Sistri per gli anni 2010 e 2011, l’API ha promosso un’indagine tra le PMI delle province di Novara, VCO e Vercelli, circa 2.000, finalizzata a conoscere il reale peso del contributo SISTRI, versato nelle precedenti annualità, per categoria di iscrizione, tipologia di attività, classe dimensionale dell’impresa, e tutti gli altri oneri connessi e non individuati nella mera voce Contributo annuale Sistri, che gravano sull’impresa in modo significativo in termini organizzativi, gestionali ed economici. A titolo di esempio, questi ulteriori oneri fanno riferimento a: personale aziendale dedicato, corsi di formazione per delegati, strumenti organizzativi per la gestione, montaggio e smontaggio black-box, acquisto SIM, abbonamenti per connettività internet, Pc e stampanti dedicati, acquisti tecnologici in genere, etc.

L’indagine, condotta su un campione di circa 2.000 piccole e medie industrie, ha avuto una risposta da parte delle imprese senza precedenti: 700 questionari ritornati in soli 5 giorni. Ci preme portarVi a conoscenza di tale iniziativa, dei suoi risultati, perché le istanze e la voce delle imprese, di quelle piccole e medie imprese che ancora costituiscono la forza trainante del nostro Paese, giungano direttamente negli uffici di Governo, e non solo veicolata dagli uffici delle Associazioni.
Dall’indagine condotta, sul campione sopra richiamato, emerge un dato medio di esborso ad azienda per anno relativamente al solo contributo Sistri pari a circa 380,00 euro mentre per gli adeguamenti organizzativi e gestionali un esborso medio ad azienda pari a 1.600,00 euro.

L’API rappresenta solo le piccole e medie industrie, quelle che più di altre sono gravate dal perdurare di questa crisi, ed è la loro voce, la “sentinella” sul territorio, quella che tutti i giorni incontra e ascolta i bisogni, le esigenze, le criticità degli imprenditori, dando risposte concrete e servizi, costruendo con loro presente e futuro per una continuità produttiva e il mantenimento della storia manifatturiera del nostro territorio e del nostro Paese insieme.
Con tale lettera l’API chiede al Governo di sopprimere il pagamento del Sistri per l’annualità 2012, un intervento che per quanto importante in termini di minor gettito per le casse dello Stato, trova giustificazione, almeno “morale”, a fronte di un non-servizio reso sino ad oggi, e forse, per quanto piccolo, va nella direzione di un parziale “risarcimento” per quel maturato e crescente malcontento, registrato dall'API nel mondo industriale, nei confronti di una vessazione, considerata ingiustificata.


 
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